Piano miglioramento

Piano di Miglioramento

Premessa

il contesto socio economico del territorio si esprime con una caratteristica di reddito medio bassa, rendendo molto complessa la gestione dei finanziamenti e dei contributi (spesso non vengono pagate nemmeno le tasse scolastiche). Le famiglie hanno una forte propensione alla ricerca di un lavoro immediato, facendo alzare l’abbandono scolastico nei primi anni, e comunque rendendo particolarmente disagiata la condizione dei ragazzi nell’impegno allo studio, specie per la caratteristica del territorio che comunque non agevola i trasferimenti.

Un buon collegamento della scuola con il mondo del lavoro potrebbe essere molto attrattivo e l’aumento della qualità percepita rispetto all’ingresso nel mondo del lavoro degli studenti diplomati e la loro velocità di inserimento può ulteriormente creare un flusso di studenti che oggi invece disertano la scuola.

Scenario in cui opera la scuola

la disoccupazione molto elevata rende agli occhi delle famiglie il periodo scolastico come una eccessiva diminuzione del reddito famigliare; focalizzare le attività di studio verso il territorio potrebbe valorizzare la propensione al turismo ed ai servizi collegati. Fatto correlato la mancanza di risorse degli enti locali per supportare le azioni della scuola.

il collegio docenti ha intrapreso un percorso fortemente orientato alla digitalizzazione ed all’uso di strumenti didattici innovativi.

Le famiglie e gli enti locali stanno cercando di supportare al meglio questo sforzo anche con piccolissimi interventi economici. Gli alunni trovano nel modello didattico digitale un ideale continuazione della loro quotidianità, e resta la grande opportunità di muoversi verso i libri digitali.

il turismo potrebbe essere la leva di avvio del motore didattico perché rappresenta la forte peculiarità del territorio.

In particolare l’artistico e l’istituto agrario potrebbero rappresentare un volano di eccellenza per la definizione di un percorso didattico / lavorativo che risponda alle esigenze espresse. Gli enti locali pur nella endemica mancanza di risorse economiche hanno comunque attivato tutte le politiche di supporto possibili.

Le strutture e gli edifici scolastici sono vetusti e richiedono interventi di manutenzioni ad altissimo assorbimento patrimoniale.

Negli anni non sono state garantite le necessarie manutenzioni correttive portando in tal modo le strutture a necessitare di importanti interventi di ristrutturazione. i plessi della scuola sono dislocati in un’area di 50 chilometri e la raggiungibilità da parte degli alunni ha problemi di logistica. la scuola ha una situazione di strumenti tecnologici non adatta a quanto richiedono le normative (CAD, DPR 445/2000, etc.) e lo sforzo per l’adeguamento richiede risorse economiche non disponibili allo stato attuale. le risorse presenti sono comunque inadatte ed antiquate.

Le risorse economiche dedicate alla scuola a malapena coprono i costi di manutenzione che la provincia non riesce a coprire se non in parte.

L’utilizzo dei fondi europei solo in minima parte aiuta a compensare tali gravi mancanze.

Il dirigente ha una stabilità per i prossimi anni che non era stata garantita nell’ultimo quinquennio. il corpo docenti ha interiorizzato la necessità di innovare la proposta formativa per renderla più adatta alle necessità del territorio ed alle nuove inclinazioni tecnologiche.

Il modello del corpo insegnante è sbilanciato verso una forte componente di precarietà che non garantisce stabilità didattica, anche il rapporto legato all’anzianità non permette un utilizzo di risorse che abbiano propensione alle nuove strumentazioni tecnologiche.

 

Il RAV

Il RAV sviluppato dalla scuola ha evidenziato significative opportunità da percorrere per riprendere un cammino didattico adatto ai tempi ed al territorio.

La scuola potrebbe organizzare dei corsi di supporto per la preparazione di base già nel momento dell’iscrizione alla classe prima, verificando meglio la composizione delle classi e permettendo agli alunni con difficoltà di seguire un percorso aggiuntivo che gli possa permettere un più facile passaggio dal biennio al triennio. anche in tema di sospensioni è possibile prevedere una maggiore assistenza da parte della scuola magari con l’utilizzo delle aule agorà, strumento abilitante la compartecipazione allo studio tra pari, facilitando pertanto i percorsi di recupero.

La qualità del corpo docenti deve trovare la sua validazione anche nei risultati degli alunni.

l’istituto agrario presenta dei livelli di ammissione alle classi successive che variano significativamente rispetto alla media nazionale. La preparazione media di base sul territorio è molto scadente e non permette agli alunni di affrontare con profitto il biennio della scuola superiore. le sospensioni al classico presentano dei picchi ingiustificati, a livello simile per tutte le classi, dando l’impressione che la sospensione venga utilizzata come strumento per far studiare gli alunni. l’abbandono è un dato significativo perché risente del disagio delle famiglie, e delle difficoltà logistiche rappresentate dal territorio.

Principali risultati del rav

la scuola ha un forte orientamento umanistico evidenziato anche dalla capacità degli alunni di recuperare un numero di cfu oltre il 50%.

Al contrario sulle materie scientifiche è persistente un carico deficitario che deve essere colmato, verrà infatti avviato un apposito progetto di potenziamento delle discipline scientifiche.

L’Istituto non effettua un monitoraggio puntuale degli esiti a distanza degli studenti. esiste una debolezza nelle materie scientifiche. Stante i dati in materia di esiti a distanza si ritiene che l’unico aspetto di debolezza riguardi la ricerca del lavoro dopo il diploma, ma in questo caso l’analisi non può prescindere dalla particolare congiuntura economica che investe il Paese e il mercato del lavoro e che pertanto colpisce i giovani diplomati non dotati di specifiche competenze professionali.

Nel POF vengono individuati in maniera generale i risultati di apprendimento che caratterizzano il profilo in uscita dello studente al termine del percorso liceale nelle diverse aree (metodologica, logico-argomentativa, linguistica e comunicativa, storico-umanistica. In molte programmazioni disciplinari elaborate dai Dipartimenti vengono indicate le conoscenze, le abilità e le competenze che gli studenti devono acquisire nei diversi anni di corso e i livelli minimi di apprendimento da raggiungere per ogni anno.

Solo poche programmazioni di Dipartimento indicano le competenze di cittadinanza e trasversali e le declinano rispetto alla specificità della disciplina. Non tutti gli insegnanti utilizzano la progettazione definita dalla scuola e dai Dipartimenti disciplinari come strumento di lavoro per la propria attività didattica. Le attività di ampliamento dell’offerta formativa sono coerenti con gli obiettivi generali indicati nel POF, ma non vengono ancora individuati in modo chiaro gli obiettivi attesi e le abilità e competenze da raggiungere attraverso i progetti. La scuola non ha mai fatto una riflessione sulla possibilità di destinare una quota del monte ore annuale alla introduzione di insegnamenti o di attività scelti autonomamente per soddisfare particolari esigenze formative.

La scuola ha iniziato solo quest’anno ad attivare progetti che permetteranno entro la fine del 2015 di razionalizzare le risorse didattiche a favore degli alunni. in coerenza con la programmazione nuova inserita nel pof sono già partiti due progetti significativi abbelliamo la scuola e aula Agorà.

la scuola non è riuscita a realizzare i necessari investimenti per poter garantire una adeguata messa a disposizione degli spazi laboratoriali. sono stati privilegiati gli aspetti di messa in sicurezza dei locali con il supporto operativo della provincia. i docenti rispondono che le innovazioni introdotte sono utili con un accordo pari al 73% mentre l’88% dei docenti si dichiara innovatore.

Nel 2015 è stata avviata la prima sperimentazione di modelli didattici innovativi che vedrà la luce nei primi mesi del 2016

Le aree di processo e la rilevanza strategica

L’area della valutazione degli alunni assume rilevanza strategica in quanto incontra le necessità uscite dal RAV di continuità rispetto alla crescita degli alunni ed al monitoraggio dei risultati e si aggancia alla necessità di verificare i risultati didattici degli alunni anche in funzione della concorrente legge 107 che focalizza molto il risultato dei livelli di apprendimento.

Punto strategico da focalizzare ulteriormente è l’ambito della dispersione che vede tutti i plessi in prima linea.

Seguendo le indicazioni della legge 107 altra area importante è quella dell’innovazione didattica, in cui viene fortemente spinto il livello di tecnologia della scuola e la conseguente formazione.

L’Area delle competenze di cittadinanza, matematiche e linguistiche diviene in seguito alle altre aree di strategica importanza.

La fattibilità degli interventi

Viste le scarse risorse economiche a disposizione, sarà di grande aiuto l’organico potenziato e l’organizzazione di strutture didattiche alternative (vedi aula Agorà).

Verrà inoltre utilizzato un nuovo modello di programmazione didattica che permetterà tramite la condivisione degli ambiti disciplinari di aumentare la disponibilità oraria per gli alunni.

I progetti declinati da RAV saranno principalmente gestiti dai dipartimenti.

Obiettivi immediati ed a lungo termine

Definizione del modello di valutazione interna e di raccordo con i testi invalsi, nonché la valutazione a tendere dei trend di acquisizione delle competenze.

Principali progetti e declinazione operativa

  1. Progettazione dipartimentale della valutazione d’istituto e raccordo con l’invalsi
    1. I dipartimenti stabiliscono le materie oggetto dei test
    2. definiscono i set di domande per i test di verifica sia in inizio anno che in fine anno
    3. Vengono definiti i parametri di analisi dei risultati
    4. Vengono definite le griglie per le gestioni dei risultati sulla base delle competenze delle singole classi
    5. Viene creato un database per la storicizzazione dei risultati
  2. Applicazione quotidiana dei modelli di didattica innovativa all’interno dell’aula agorà
    1. Definizione di un set di modelli da sperimentare da parte dei dipartimenti
    2. Individuazione di classi in cui applicare la modellazione sperimentale
    3. Avvio della sperimentazione del modello
    4. Fase di test e verifica
    5. Raccolta risultati e raccolta dei livelli di gradimento
  3. Utilizzo aula agorà per il supporto agli alunni nella gestione della tempistica ai fini della riduzione della dispersione scolastica (ad esempio: io studio a scuola)
    1. Definizione delle materie su cui applicare la sperimentazione
    2. Definizione dell’orario di utilizzo
    3. Modulazione dell’orario curriculare al fine di incrociare l’orario pomeridiano
    4. Applicazione modello di verifica inizio e fine sperimentazione
    5. Avvio fase
    6. Raccolta risultati
  4. Definizione dei modelli base per le competenze chiave di cittadinanza, matematica e lingue.
    1. Analisi della situazione attuale
    2. Analisi degli obiettivi attesi
    3. Definizione del gap
    4. Definizione del set base minimo di competenze per le varie discipline individuate
    5. Costruzione del modello per raggiungere le competenze definite
    6. Applicazione alla popolazione scolastica definita
    7. Verifica dei risultati

Risorse impiegate

I progetti saranno principalmente curati dai dipartimenti e dai docenti che favoriranno l’attuazione dei percorsi formativi, nonché tramite l’organico potenziato.

Le risorse strumentali saranno definite durante le varie fasi progettuali sulla base di quanto disponibile al momento della definizione (ad esempio progetti Pon, fondi ministeriali, contributi di terze parti).

Risultati attesi

L’implementazione di un sistema interno per la valutazione dei livelli di apprendimento permetterà a questo istituto di poter affinare la propria didattica per una migliore gestione degli alunni e delle loro performance anche nei livelli di istruzione successivi.

L’utilizzo di modelli di didattica innovativa permetterà una più sentita partecipazione degli studenti nella fase di apprendimento dei set base di informazioni, e permetterà alla scuola di acquisire una maggiore visibilità sul territorio, aumentando la credibilità della didattica verso le famiglie.

Il supporto pomeridiano agli alunni potrebbe rendere più efficace l’acquisizione degli apprendimenti anche perché permetterebbe di consolidare i set appresi durante la settimana precedente.

Il combinato degli interventi progettuali previsti riteniamo possa portare una riduzione della dispersione da 33% a 25%.

Valutazione degli impatti dei risultati con l’impianto normativo

Così come strutturato il piano di miglioramento rispetto completamente la legge 107 del 2015 anche in considerazione del definito piano di formazione per docenti ed ata che prevede una serie di interventi formativi legati sia alla didattica innovativa che al nuovo impianto normativo.

Predisposizione del monitoraggio delle azioni

Per valutare il complessivo risultato del piano di miglioramento verrà svolta una verifica semestrale dell’andamento del piano ai fini di poter eventualmente affinare le correzioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi.

Il nucleo di valutazione verificherà lo scostamento del piano rispetto alle azioni previste, comprese quelle del paragrafo 5 del RAV.

Diffusione del piano di miglioramento

Pubblicazione sul sito della scuola, diffusione ai genitori tramite mail e mezzo stampa.

Diffusione ai docenti tramite circolare interna e successivi incontri progettati appositamente.